Miscellanea

Siena. Piazza del Campo. Sabato pomeriggio marzolino.
Stamattina, mentre salivo sul treno per Firenze, non avrei certo immaginato di trovarmi seduto qui, in una delle piazze più singolari d’Italia, a scrivere su un taccuino il dettato della mia coscienza. Dormirò a pochi passi da questa alta torre col cappello bianco, che ha visto cedere i secoli, abbattendoli uno dopo l’altro. Mentre scrivo questo, mi sovviene uno dei capitoli iniziali dell’Armata dei sonnambuli di Wu Ming. “Te la si conta noi com’è che andò…” non ricordo come continui. Ho aspettative confuse per stasera; scriverò altro, non scriverò, sarà una serata piacevole? Chi può dirlo? Piano piano il sole tramonta e intorno a me si spande un’ombra, ma dentro di me, eterna, domina l’ansia. Sul pullman per Siena ho mangiato qualche racconto di Bukowski, in un libro comprato forse da mio padre più di trent’anni fa.

Due brevissime puntualizzazioni:
1) il racconto è un genere singolare e ancora da esplorare;

2) la cultura statunitense è meritevole di un’analisi approfondita;

3) [ho mentito] Hemingway e Foster Wallace si parlano. Ernest chiede a David: “Cosa significa vivere?”
David chiede a Ernest: “Cosa significa essere un essere umano?”.

Fine delle considerazioni.

Ignoro l’esatto numero di lingue esistite ed esistenti, pensare tuttavia che ci siano diverse migliaia di modi e suoni per esprimere quanto accada sotto il cielo di questo sassolino nel cosmo dà sensazioni contrastanti. Ho avuto la fortuna di parlare la stessa lingua di chi ha scritto “l’aiuola che ci fa tanto feroci” e “L’infinito”. Non mi sarei lamentato neppure se mi fosse toccata in sorte la lingua di Nietzsche, di Shakespeare, di Puškin o di Zola. Ogni cultura decide di esprimersi come può e vuole e – sono le sei.

Cosa ce ne facciamo della vita, davvero? C’è chi ha l’arroganza di lasciare un segno nel tempo, sia egli il Faulkner di turno o il vandalo che imbratta il muro con “Chiara ti amo ti prego torna”.

Piazza Indipendenza, Firenze, cielo nuvoloso. Qualche volto dentro di me fa breccia, una coppia che – gli autobus passano con minore frequenza di domenica – una mia coetanea rider in bicicletta pedala mentre manda un messaggio vocale – sale in salita una via di Siena che non conosco, alle due del mattino, lei ha un caschetto moro e tiene il telefono vicino all’orecchio, ascolta una canzone e la canticchia, non saprò mai quale sia il suo nome né ricordo il volto del suo compagno (né saprò cosa stesse ascoltando).

Alla festa un ragazzo si è sentito male e ha vomitato mezza bottiglia di gin in due ore di delirio, mentre Viola (che è senese) gli ha parlato in un tono misto fra una paternale e una schietta consapevolezza – con un pizzico di ascolto attivo e sincera comprensione.

Diamo consigli per sentirci migliori, dentro ognuno di noi albergano cattivi pensieri.

In bus un uomo tiene ferma una carrozzina con due gemelle. Due gemelle erano anche le ragazze di ieri sera che in mansarda cantavano una canzone dei “La rappresentante di lista”.

Poco prima, discorrevo in un tedesco maccheronico con una ragazza bionda di Pordenone che l’ha imparato frequentando il liceo classico sperimentale di Vattelapesca (non ha menzionato il luogo e non ho capacità mantiche come Tiresia).

Lo sguardo appreso e misterioso di Anita, che mi ha ospitato a dormire e mi ha permesso di fare un’esperienza organizzata in appena tre ore – il tempo di scendere a Firenze, contrattare, pranzare, sistemare lo zaino e partire – si posa su di me e non riesco a decifrare niente. Siamo fatti di ipocrisia, manipolazione e incomunicabilità, benvenuti nell’ultimo anno di questo folle e inenarrabile decennio.

La retorica mi ammazza. Meta-citazioni del cazzo si accompagnano a spunti originali, descrivere tutto è impossibile, lasciare un messaggio è improbabile. Resto lì con il testo carico, il dito sul grilletto, ma la freccia non scocca, non colpisce il bersaglio – bersaglio – che nemmeno c’è – davvero l’ho scritto? – … quindi?

Serata piacevole conclusasi col passeggiare con un madrelingua ladino che ovviamente parla un italiano impeccabile perché bilingue e si discute delle stelle e di come noi individui del Terzo Millennio ormai non riusciamo più a vedere quelle costellazioni e a drizzare le antenne per la volta del Creato
– no, togli quest’ultima parola per favore, siamo laici e vaccinati –
per la volta del Cosmo
– già meglio, chissà se qualcuno coglierà il riferimento musicale, improbabile, avanti signori, mettetevi in fila c’è già tanta gente che mi odia –
passeggiando come dicevo per le vie del centro storico di Siena e nel corso qualche anima sperduta cerca di tirarsi su e camminare e sfogarsi e la punteggiatura è (è?) fragile e lo stile sfilacciato e non si può fare così, non si può fare così. Non. Si può. Fare. Così. No.

Deliranti queste ottocento parole scritte e lasciate ad asciugare. Mamma mia.

Leonardo Mori

Pornocrazia

Faccio parte della generazione più fortunata di ogni epoca. Miliardi di persone, raggiunta la pubertà, per decine di millenni hanno sognato ciò che solo negli ultimi venticinque anni è stato reso fruibile a chiunque disponga di una connessione internet: un infinito serbatoio d’immagini, video, suoni e testi capaci di stimolare eccitazione sessuale. La proliferazione e il facilissimo accesso a tale serbatoio apparentemente inesauribile ha cambiato sicuramente le abitudini e l’approccio alla sessualità a livello mondiale. La pornografia influenza tali aspetti e, senza alcun giudizio morale o moralista di sorta (non scrivendo io nell’Inghilterra di fine Seicento), muta il comportamento erotico-sessuale, restituendo un’immagine distorta e non simile alla realtà. In altre parole, gioca su uno dei più primitivi istinti umani e condiziona mentalità, atteggiamenti, comportamenti a tutto tondo. Ci si ritrova quindi, a volte, in una sorta di condizione frustrante: v’è un’immagine concretizzata, su schermo, di un nostro simile che ottiene e gioca su un terreno che (il più delle volte) ci è recluso.

La pornografia non è in se stessa positiva o negativa, dipende dall’uso che se ne fa. La frustrazione nel non poter mai raggiungere tale “campo da gioco” può portare a guastare i rapporti col proprio partner (qualora se ne abbia uno), così come può essere elemento di creatività e estro nel consolidare un legame. È curioso rilevare come, una volta confessati i suoi crimini, l’assassino seriale Ted Bundy abbia indicato come causa principale del suo istinto omicida l’eccesso di pornografia. Quest’ultima, soprattutto in Italia, influenza la concezione del corpo (indifferentemente dai genitali) a ogni livello e, per la mia modestissima opinione, può danneggiare gli utenti in fascia d’età pre-puberale, restituendo un’immagine del sesso come meccanismo violento di dominio/sottomissione, una sorta di pillola magica fondamentale per risolvere ogni problema, un teatro dei sogni riservato a pochissimi idoli da rispettare.

La sessualità è forse uno dei fenomeni umani cui la cultura si sia interessata maggiormente; è lapalissiano dire che, a livello antropologico, vi siano forme di genitorialità, sessualità, familiarità fra le più disparate, in ogni luogo e tempo della storia. Non c’è niente di male nell’usufruire di materiale pornografico, purché esso sia prodotto da maggiorenni consenzienti: l’apporto diventa negativo quand’esso cozza inevitabilmente con la realtà.

Indipendentemente dai propri gusti, la pornografia propone modelli difficilmente esperibili. Quante volte ognuno di noi ha desiderato trovarsi in un altro ambiente e ha dovuto fare i conti con i limiti della propria realtà esperita? Ciò ha a che fare anche (ma non esclusivamente, altrimenti non si spiegherebbe il fatto che moltissime culture abbiano prodotto materiale erotico-pornografico) con il nostro sistema economico. L’industria della pornografia statunitense interessa un giro di affari miliardario: poiché gran parte della produzione pornografica è ivi prodotta, la preponderanza della lingua inglese è avvertibile anche in ciò ed è tramite essa veicolata nuovamente. È innegabile che la libido e l’Eros abbiano trovato declinazioni universali e particolari al contempo, pressoché ovunque, pressoché sempre. Dai primi oggetti in pietra appositamente prodotti per il piacere sessuale risalenti al Neolitico, passando per il paradiso islamico alle forme contemporanee, la curiosità verso quest’ambito accompagna il percorso dell’umanità. È possibile associare la proliferazione di materiale pornografico (relativamente) facile da consumare a un cambiamento nella mentalità e nei comportamenti riproduttivi nel mondo occidentale, senza riuscire tuttavia a cadere preda di moralismi? La mia opinione su ciò è la seguente: la pornografia è fonte di curiosità e danni per la vita umana solamente quand’essa provochi un peggioramento nell’aspettativa e nella prassi sessuale e comportamentale. Indagare sulla correlazione fra violenza sulle donne e crescita esponenziale e diffusione di materiale pornografico è compito troppo arduo e non tratterò di ciò in questa sede.

Il sesso è fatto di limiti, di frustrazione, di potere, di gioia, d’infelicità, di dolore, di illusioni, di disillusioni.
A chi non piacerebbe disporre di un partner vorace, insaziabile e incline a soddisfare ogni fantasia, persino quella che sarebbe considerata la più turpe e condannabile?
Eppure, “leopardianamente” parlando, soddisfare tali esigenze, continue e sempre mutevoli, raramente è possibile nella realtà.
Un uso consapevole della pornografia non può escludere la sua vera essenza, ossia la finzione. Parleremmo altrimenti di pornoattori e pornoattrici? La violenza e l’esagerazione di un certo materiale pornografico dovrebbero essere confinate alle loro dimensioni di finzione e d’irrealtà. Questo non implica che gli uomini siano tutti delle macchine riproduttrici da guerra, degli infaticabili Marte, né che le donne siano pura merce da sfruttare a piacimento, come fazzoletti usa e getta. Il nostro sistema economico sfrutta molto quest’istinto primordiale, offrendoci materiale di un’industria multi-miliardaria, utile strumento di controllo sociale e manipolazione delle coscienze. È comunque lecito, e sarebbe ipocrita non ammetterlo, usufruire di tutto ciò. Ciò che risulta dannoso, agli occhi della mia coscienza, è l’influenza che esso ha nel plasmare immaginari e comportamenti. Perché non diventi consumo egoista anch’esso, dovremmo tutti educarci a uno scambio più umano e più vero del proprio corpo.

Infine, ogni comportamento è lecito qualora non danneggi nessuno. Difficile.

Leonardo Mori

La Giornata (2)

L’autore del seguente “poemetto” è certo di rispecchiare il dolcissimo e moderatissimo intento del signor Parini, reinterpretando in chiave contemporanea un altro panegirico alla più nobile categoria dei nostri tempi: lo studente fuorisede viziato e sinistroide. Mi perdonino le Muse per codesta opera non sempiterna.

Fumi di desertica fattura
empiono l’aria, di pensieri
riguardanti il progressismo,
gli stupefacenti, il gender,
l’orgasmo femminile.
Giovin dottore, Bacco,
Tabacco e Venere, il celebre
Trittico di Vizio e Delizia,

t’accompagnano per questi
anni d’esilio volontario!
Come il ghibellin fuggiasco,
ma senza la sua sfortuna,
ricontrolli rapido il post-it
comperato nella nuvolosa

capitale d’Albione, sulle rive
del Tamigi cui la Manica
si abbevera.  Tale pensiero,
di pregevole fattura,
partorito fra un bastoncino
cancerogeno e l’altro,
ier sera ti parve simile
a un foglio del Gramsci.
Oggidì, purtroppo, spenti
gli influssi di caraibico liquore,
ti dipingono una smorfia
sulla faccia. Non scorato,
tiri fuori dal mobiletto IKEA
il tuo portatile, regalo
di zia.  Un adesivo inneggiante
alla rivoluzione si sposa (beato!)
con il frutto di dita infantili
e terzomondiste. Ah, potesse
vederti tuo padre, la cui foto
è riposta nel comò accanto al
tuo giaciglio, sarebbe di certo
commosso nel vedere come
la soluzione al problema
dell’alienazione risiedesse
nell’alienazione stessa!
Oh, non sarai mai come i
cosidetti “padri della rivoluzione”,
che schioccano la lingua,
aizzano la plebaglia,

e parlano di riforme!
Controlli la tua home
su Facebook: è pregna
di saettanti post sulla vita.
Noti con piacere come la tua
compagna, la cui imago di profilo
risplende adesso sopra lo schermo,
abbia cambiato colore alla chioma:
il bianco e il nero della sciarpa
palestinese si rivelano un connubio
felice e spensierato, accompagnato
dal blu, dal verde e dall’indaco
dei suoi capelli d’amazzone!
Le tue dita, temprate dal proletario
lavoro al portatile, sfiancate
dall’onere dovuto al tenere per ore
pesanti bicchieri e dall’innalzare
tali calici al cielo, corrono veloci
nel comporre l’ennesima invettiva
contro le politiche di regime.
Sì, giovin dottore, i tuoi studi
cambieranno il mondo e
accenderanno i cuori, ma adesso
limitati a ignorare l’uomo di colore
che ti saluta sorridente dinanzi
al supermercato biologico
ove ti rechi ogni dì.
L’occhio corre alla clessidra
di nipponica fattura: giunto
è il tempo della lezione.
Ancora sonnolento, infili
i piedi nelle espadrillas
d’una cooperativa nera-
comunarda-anarco-socialista-

equa-pansessuale-cristiano-
democratica, le spalle son
coperte dal giubbotto di
statunitense azzurro.
“Sia maledetto il nuovo Mondo!”
pronunzi mentre sorte
dal frigo una lattina
di nero e frizzante veleno.
Sulle note di un soave
concerto ska napoletano

(traccia sempiterna nel capo),
raccogli il mazzo di chiavi,
il tuo zainetto irto di adesivi
dell’ARCI, dell’Anti-fa e
di scritte di vibrante violenza,
apri la porta e, una volta richiusa,
sei preparato ad affrontare
l’immenso e ingiusto
cosmo turbo-capitalista.

Leonardo Mori

La Giornata (1)

L’autore del seguente “poemetto” è certo di rispecchiare il dolcissimo e moderatissimo intento del signor Parini, reinterpretando in chiave contemporanea un altro panegirico alla più nobile categoria dei nostri tempi: lo studente fuorisede viziato e sinistroide. Mi perdonino le Muse per codesta opera non sempiterna.

Giovin dottore! Dischiusi gli occhi
dopo il simposio notturno, girato
su di un fianco come fece Patroclo
cadendo sotto l’armi del Troiano,
t’allunghi come il Sommo verso
Adamo nella gran Cappella dell’Urbe,
per poi premere le dita consumate
dalle arti boscaiole sul bottone
bianco del tuo telefono, prodotto
equo e solidale(verso il NASDAQ).
Giovin dottore, o meglio, giovin
studente, son ormai le dieci passate
ed un delicato afflato stomacale
fende l’aria come una freccia inglese
nel cielo di Poitiers. Lesto, stiracchiati
i nerboruti arti, ruoti ciò che tiene
su la testa (così oppressa dal peso
del sì preminente pensiero) e
scrocchi amorevolmente le vertebre.
E’ in brache di araba seta che ti dirigi
verso la stanza adibita ai pasti.
E’ in cadenzati passi che ritmeggi
come in una marcia lo spazio.
E’ in creativi epiteti al Signore
che ti rivolgi non trovando la moka.
Una volta reperito l’istrumento,
di macinati chicchi empi il
metallico cerchietto. Un tenero
sbadiglio ti si dipinge sulla faccia,
così irta di arcadici pruni di
sabbatico pelo. Osservi ridente
il poster illuminante del novello
Messia. Quello sguardo, quel pelo,
quella tensione eroica nel volto:
sembra quasi che quel guerriero
ti parli dalle sue virili labbra…
Sorridi e socchiudi le luci sopra
al nasino, quel ventino per l’icona
di Civati fu ben speso.  Giovinotto,
perché profondersi in blasfemie,
se l’oro nero sorte dall’istrumento?
Spenta la fiamma che fu di Prometeo,
t’accingi a empire la bianca tazzina
di liquido rivitalizzante. È con garbo
che sfogli le notizie diurne su una
rivista ben nota (Internazionale),
mentre sorseggi soddisfatto
sette sorsi di soave caffè.  Senza

Timore d’esser scoperto, dirigi
la tua colta attenzione ai fumetti
in ultima pagina e ti compiaci
della tua schiacciante erudizione,
quando comprendi una caricatura
sul presidente statunitense.
Oh gioia! Oh giubilo! Il fuorisede
è animale politico, come soleva
ripetere il filosofo di Stagira, quel
tale il cui nome spesso alberga
il tuo afflato, benché tu non abbia
sfiorato neanche una volta (sia mai!)
i suoi testi, per paura di confutare
il suo primitivo pensiero! Aristotile
fu argomento produttivo nel
vincere le resistenze della tua

Compagna, alla quale, rapido, invii
un grazioso messaggio di buon auspicio
per il dì produttivo che aspetta.
Rimembri, giovin dottore, l’istante
in cui i tuoi gaudenti occhi si posarono
sui suoi floridi seni, nel circolo
culturalmente meno contraddittorio
dell’urbe felsinea? Discorrevate
delle storture del sistema economico
e del declino dei valori, mentre le
vostre energiche mani s’adopravano
nell’affinare un utensile cartaceo,
la cui spina era pregna di aromi
orientali e stupendi, finanziati
dal contante paterno (saggiamente
dirottato verso tali usi, invece che
dispiegato in inutili cibarie o pesanti
libri di studio). Come la chioccia
dischiude l’ala sotto al pulcino
per ripararlo dalle intemperie,
tu, di maschia tempra,
di vitalistico stampo,
di selvaggia arte,
di inattesa perizia,
effettuasti una gastroscopia
sulla gola della Compagna
suggellando così, con iridi
rossastre per la consumazione
dell’orientale aroma proibito,
il preludio ad un interludio
rapido ma intenso (almeno così

Dicesti alla fortunata…)

Leonardo Mori

Benvenuti al mondiale!

coppa mondiale

Come al solito, le gare internazionali regalano sempre tante sorprese oltre che emozioni, persino i gironi riescono a raccontare storie che mai nessuno avrebbe immaginato, perché spesso ci si dimentica che il calcio non è fatto solo di grandi nomi ma anche di passione, e quel pallone rotondo lo sa! E lo sa anche la Germania, la più grande tra le sorprese (in negativo, ovviamente). Nonostante la squadra fosse tra le favorite per vincere il mondiale, non è riuscita nemmeno a superare il girone. Una tragedia per i tifosi tedeschi, che non vi assistevano dal 1938. Terminano dunque ultimi nel girone, lasciando spazio a Svezia e Messico (che affronteranno rispettivamente Svizzera e Brasile).

Un grande impatto sul mondiale invece, parlando di aspetti positivi, lo ha avuto sicuramente la Croazia di Modric che, tra le parole di qualche telecronista ed i commenti di qualche calciatore ormai ritiratosi, porta sempre più alla mente quella Croazia del ‘94-’98, in grado di stupire il mondo, sino a decretarsi tra le migliori tre. Per loro ci sarà la Danimarca ad attenderli agli Ottavi, un avversario sicuramente alla loro portata, dopo tutto si sa, la storia tende a ripetersi.

Intanto ecco le qualificate agli Ottavi:ottavi mondiale

Anche se, delle prime due, già conosciamo l’esito.

Già si conosce infatti il destino dell’Argentina, altra favorita che termina qui il suo cammino, che, dopo la sconfitta per 4 a 3 con la Francia, non dovrà pensare solo a come rimettere in sesto una formazione che non vince dai tempi del “Pibe de Oro”, e se ci fermiamo a fare i conti, sono passati ormai quasi quarant’anni da allora. Il problema principale, però, sarà quello di cercare un nuovo allenatore: la squadra, qualificatasi agli ottavi grazie ad un rigore dubbio, e non sicuramente ad un Messi, mai così spento in campo internazionale, ha di fatto dimostrato un pessimo gioco (a livello tattico e di intesa) ed una difesa che, partita dopo partita, ha vacillato sempre di più ed il mister Sampaoli sarà sicuramente il primo a pagarne le spese.

 

-Teobaldo Bianchini

Pensieri sulla tazza (1)

Pensieri sulla tazza

Elettore leghista

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti. Volevo pagarli in banane ma sapendo che usino il cazzo per saltare di liana in liana, ho optato per cambiare strada. Devo farmi una doccia perché puzzo

Pensieri sulla tazza

Elettore Leu

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti. Volevo pagarli in banconote e assegni, ma sapendo che probabilmente non hanno documenti, ho optato per comprargli dei panini vegani. Devo farmi una doccia perché puzzo

Pensieri sulla tazza

Elettore PD

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti. Volevo pagarli in 80€, ma sapendo che stiano già  meglio da un anno e mezzo a questa parte, ho optato per incontrare con loro le parti sociali al Nazareno. Devo farmi una doccia perché puzzo

Pensieri sulla tazza

Elettore PaP

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti. Ci siamo fatti una canna e abbiamo parlato dell’Africa. Mi hanno rubato il portafogli e manco posso denunciarli.

Dovrei farmi una doccia perché puzzo ma non ho l’acqua corrente in casa

Pensieri sulla tazza

Elettore Fdi

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti. Li ho cacciati via chee mani, poi non contento ho inneggiato ar Ducie.

Dovrei farmi una doccia perché puzzo ma non so usare il bagno, quindi ho optato per picchiare mia moglie caaa cinghia

Pensieri sulla tazza

Elettore Casapound

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti.

Ora non ci sono più.

Puzzo ma mai quanto le zecche comuniste

Pensieri sulla tazza

Elettore FN

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti.

Error 404

Pensieri sulla tazza

Elettore 5 stelle

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti.

Se avrei una posizione coerente, la mia testa esplodesse. Ma dato che pensebbi di non uscire dall’Euro, almeno fino a che non cambierebbe il vento, parte il governo del

Cambiamento.

Avessi dato loro il reddito di cittadinanza, se non potrei averlo per primo, contro Mattarella ma solo se elegge un premier eletto dal culo popolo.

La doccia se la deve fare i Pdioti e i Maalox, non contro gli interessi degli italiani

Pensieri sulla tazza

Elettore Fi

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti.

Poi mi sono distratto subito perché pensavo alla figa. Devo farmi una vasca con tre bionde

Pensieri sulla tazza

Elettore UDC

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti.

Scherzo, in realtà non esisto.

Pensieri sulla tazza

Elettore Scelta Civica

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti.

Ho chiesto loro lo scontrino e niente, non l’avevano, li ho denunciati e poi comunque quel posto fisso è una monotonia. Choose Monti, be cool.

Pensieri sulla tazza

Elettore Insieme

Oggi ho visto due neri che

Pensieri sulla tazza

Elettore +Europa

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti.

Ho donato loro tutti i miei averi, la mia casa, ho bevuto un cappuccino, fatto lo sciopero della fame e mi sono masturbato sul poster della Bonino anni 80′. Dovrei farmi una doccia ma mi hanno staccato l’acqua, quindi vo di pane canne e marmellata

Pensieri sulla tazza

Elettore Popolo della Famiglia

Oggi ho visto due neri che vendevano fazzoletti. Li ho battezzati con il fucile ad acqua santa, per poi procedere a sequestrarli e rinchiuderli in uno scantinato sotto una sede di C&L. Dopo tre ore a implorare pietà nella loro orrenda lingua senza Dio, devo averli convertiti: finalmente abbandoneranno le loro perverse pratiche pornografiche e l’ideologia gender contronatura. Devo farmi una doccia perché puzzo di blasfemia, possa Santa Rocchetta rendermi pulito dentro e bello fuori

 

-Leonardo Mori

 

Campionato non andare via

Siamo a Giugno ormai, il mese in cui nella testa delle persone iniziano a sorvolare due tipi di pensiero. Dove andare in vacanza e cosa fare la domenica ora che il campionato è terminato.

Eh sì, perché quest’anno è stato un anno davvero emozionante, sotto ogni punto di vista.

In Inghilterra il Manchester City ha asfaltato letteralmente le concorrenti, vincendo un titolo più raro che impossibile, da esporre nella bacheca dei trofei degli azzurri di Manchester ed il Chelsea, campione uscente, ha esonerato Conte dopo una stagione pessima rispetto alle aspettative.

In Germania il Bayern ha fatto sognare di poter tornare agli apici anche in Europa, con un Borussia Dortumund che intanto eliminava una coraggiosa Atalanta, arrivata con grandi meriti, in Europa League. Tuttavia, il solito Real Madrid ha impedito ai tedeschi di accarezzare il sogno dalle Grandi Orecchie, dopo essersi qualificati, all’ultimo secondo, ai danni di una Juventus che in Europa non riesce ad incidere quanto in campionato (è anche vero che per com’è si è evoluta la Liga, al Real non restavano altri obbiettivi da inseguire).

serie a1

La sorpresa? Il Liverpool di Klopp e la Roma di Di Francesco, che hanno regalato al mondo del calcio intero, una semifinale da brividi a discapito purtroppo della squadra capitolina consentendo dunque l’accesso alla Finale alla squadra inglese nota a tutti per non vincere in campionato da più di 25 anni e per aver alzato nel mentre 3 Coppe dei Campioni e 2 Champions League, obbiettivo però sfumato o, per meglio dire, scivolato dalle loro mani a causa di due errori gravi (e forse si è pure generosi definendoli tali), commessi Karius che, nonostante l’età, non può essere sicuramente giustificato e, purtroppo per lui, non basteranno le lacrime sotto la curva dei tifosi del Liverpool a fine partita, gli inchini e le scuse, per dimenticare una finale, che probabilmente sarebbe potuta terminare in maniera diversa.

 

E diversamente forse, sarebbe potuta terminare anche la serie A, almeno per interrompere un’egemonia della Juventus che rischia di annoiare i tifosi di tutta Italia, ma così non è stato.

In Italia si è rivisto un campionato competitivo che mancava ormai da tempo, con un Napoli che ha stabilito il record di punti della sua storia, ma se la paura fa 90 (91 in questo caso), la Juventus fa 95 e si porta nuovamente sul trono d’Italia a discapito di una rivale storica.

Sembra tutto terminato. Così spento, vuoto, triste. La domenica pomeriggio sta tornando ad essere un giorno come tanti. E quindi eccoci qui ad aspettare un Mondiale che non vedrà l’Italia tra le partecipanti, ma che comunque potrà regalare numeri ed emozioni da aggiungere ai manuali del calcio. Tanti giovani cercheranno di ritagliarsi uno spazio importante per conquistare magari le attenzioni di qualche Big europea, altri invece proveranno a dimostrare al mondo di essere i più forti in assoluto, perché per Messi e Ronaldo (sembra strano ma l’età avanza anche per loro), questa potrebbe essere una delle ultime competizioni con la maglia della loro nazionale. Il portoghese ha già dalla sua un Europeo storico, vinto contro la Francia, l’argentino invece vive ancora all’ombra di Maradona fuori dalla Spagna, non avendo ancora conquistato nulla con l’albiceleste nonostante le numerose finali disputate (contando anche la “Copa America”).

ronaldo.jpg

Gli unici forse realmente entusiasti di questi mesi però saranno i fanatici del calciomercato, viste già le notizie che stanno iniziando a filtrare.

Prima su tutte la dichiarazione di Cristiano Ronaldo dopo la finale di Champions League: “E’ stato belle giocare con il Real Madrid”, e qui il tempo verbale, non lascia spazio ad interpretazioni, è un messaggio chiaro… “è stato”, quindi la domande che sorge spontanea può essere una sola.. “cosa ne sarà ora?”.

Un ritorno in Inghilterra allo United che lo ha lanciato? O un ingaggio faraonico in Cina?

Solo il tempo saprà darci risposta, solo l’estate potrà svelare il mistero che si cela dietro queste dichiarazioni.

Lo stesso discorso vale per quel Napoli che, dopo 3 anni di calcio spettacolo, ha esonerato Sarri per poi scatenare i giornalisti di qualsiasi quotidiano sportivo con la firma di Ancelotti.

Una mossa astuta di De Laurentis che regala forse al Napoli l’immagine e l’identità Europea che era mancata in questi anni.

A Torino, sponda Juventus, è intanto pronto a disfare le valige Emre Can, arrivato a 0 dal Liverpool, in scadenza di contratto.

Buffon, dopo 17 anni di Bianconero ha deciso di vestire per 2 anni la maglia della Capitale Francese, quella del PSG, mantenendo dunque vivo il sogno di conquistare l’unico trofeo che gli manca in bacheca, la Coppa dalle Grandi Orecchie… La Champions League.

Il Milan rischia di essere escluso dall’Europa League a causa dei problemi finanziari dettati dalla poca affidabilità economica della Nuova Società.

Insomma, il campionato è appena finito, ma già ci si proietta con la testa a quello successivo.

Non ci resta dunque che aspettare, magari in qualche spiaggia della Riviera, con una birra tra le mani, che l’arbitro dia il fischio di inizio.

– Teobaldo Bianchini